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Epigramma
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Lmwba'mwbqepigramma è un'iscrizione mwbgpoetica mwbwencomiastica o dedicatoria o, più spesso, funeraria. Più comunemente viene inteso come epigramma un componimento poetico di vario carattere che si contraddistingue per la sua brevità ed efficacia.

Contents

Origini
Note

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Epigramma antico

Conservazione e raccolte

Molte furono, dall'età ellenistica, le sillogi che raccolsero epigrammi, a partire dal mweqSoros, collezione del III secolo a.C., in cui furono raccolti, tra gli altri, gli epigrammi di mwegPosidippo di Pellacite-ref-kg-1-0[1], per proseguire, nel I a.C., con la mwfwCorona (Στέφανος), di mwgaMeleagro di Gadara, che, dalla metafora floreale utilizzata nel proemio per indicare i vari autori, diede a questo tipo di compilazioni il nome di mwgqAntologia; ancora, a metà dello stesso secolo, la mwggΣτέφανος di mwgwFilippo di Tessalonica, forse preceduta dall'antologia di un certo mwhaAminte, in cui erano compresi almeno gli epigrammi di mwhqAntipatro di Tessalonica e mwhgAntipatro di Sidonecite-ref-2[2].
Queste e altre raccolte confluirono, infine, nella medievale mwjamwjqAntologia Palatina, accanto alla quale è pervenuta, per vie indipendenti, la mwjgmwjwAntologia Planudea.

Origini

Nella letteratura classica l'epigramma - dal mwkggreco mwkwἐπί-γράφω (letteralmente: "scrivere su", "scrivere sopra") - era un'iscrizione funeraria o commemorativa, destinata a essere incisa su materiali durevoli quali la pietra e il mwlabronzo: da questa circostanza derivava il carattere della brevità, conservatosi anche quando l'epigramma divenne un vero e proprio mwlqgenere letterario in mwlgetà ellenistica e mwlwbizantina, trattando temi diversi. In mwmaepoca imperiale l'epigramma assunse anche un carattere mwmqsatiricocite-ref-3[3].
Tra le prime attestazioni di epigrammi si ritrova l'mwnwepigrafe incisa sulla cosiddetta mwoamwoqcoppa di Nestore (seconda metà dell'mwogVIII secolo a.C.), nella quale un mwowtrimetro giambico precede due mwpaesametri epici:

«Di Nestore io son la bella coppa:

chi beva da essa, presto lo terrà
desiderio d'Afrodite coronata.»

(trad. A. D'Andria)

A partire dal mwpwV secolo a.C. venne, però, quasi sempre adoperato il mwqadistico elegiaco, che si compone di un esametro e di un mwqqpentametro.
Sebbene la tradizione faccia risalire a mwqwOmero la composizione di epigrammicite-ref-4[4], le attestazioni più antiche non risalgono oltre l'mwsaVIII secolo a.C. Il metro adoperato era prevalentemente il distico elegiaco, che sarebbe stato usato per la prima volta da mwsqArchiloco e che divenne in seguito il verso tipico della poesia epigrammatica. Famosi furono, in età classica, gli epigrammi di mwsgSimonide di Ceo, mwswV secolo a.C., tra i quali quelli in cui si celebrano le gesta e la gloriosa morte dei combattenti caduti nella mwtabattaglia di Maratona e di quelli delle mwtqTermopilicite-ref-5[5], e gli epigrammi attribuiti a mwugPlatone.

Epigramma ellenistico

Tuttavia, il genere epigrammatico conobbe il suo periodo di massimo splendore in mwvqetà alessandrina: è proprio durante questo periodo, infatti, che l'epigramma diede i suoi frutti più squisiti, con poeti e poetesse come mwvgTeocrito, mwvwAsclepiade di Samo, mwwaMeleagro di Gadara, mwwqPosidippo di Pella, mwwgAnite di Tegea, mwwwNossidecite-ref-6[6]: tra l'altro, questi poeti portarono la classica iscrizione dedicatoria a una specializzazione e variazione tematica notevole, dall'epitimbio (epigramma sepolcrale propriamente detto) all'anatema (epigramma dedicatorio), dall'epigramma erotico (o omoerotico) a quello scoptico (di tipo satirico, spesso con attacchi politici, come in Alceo di Messene, o critico-letterari, come negli stessi mwyaCallimaco e mwyqAsclepiade di Samo). Un particolare tipo di epigramma, squisitamente alessandrino, molto utilizzato, è l'mwygecfrasi (dal gr. έκφρασις, descrizione elegante), con la quale il poeta vuole descrivere luoghi e opere d'arte, composta con stile virtuosisticamente elaborato in modo da gareggiare in forza espressiva con la cosa stessa descritta: tra le più note sono le ecfrasi di Posidippo di Pella.
A partire dal XIX secolo, la critica ha diviso, inoltre, per provenienza geografica e temi, i diversi epigrammisti in "scuole": la dorico-peloponnesiaca, con Anite, Nosside, Leonida, con epigrammi descrittivi, basati sui sentimenti semplici e su una natura bucolica; la scuola ionico-alessandrina, basata sul simposio e sulla raffinatezza letteraria, con autori quali mwzaCallimaco, Teocrito, Asclepiade, mwzqPosidippo, mwzgEdilo; la fenicia, di età tardo-repubblicana, basata su un erotismo sottile e scanzonato, con Meleagro, mwzwFilodemo e mwaaArchiacite-ref-7[7].

Epigramma latino e imperiale

Tra gli mwdascrittori latini furono scrittori di epigrammi mwdqQuinto Ennio o mwdgGaio Lucilio, del quale alcuni frammenti satirici richiamano per forma l'epigramma. Fu, comunque, in età cesariana che l'epigramma divenne un genere ampiamente coltivato a Roma, con i mwdwpoetae novi: oltre a mweaCatullo che usò i mweqdistici elegiaci, abbiamo testimonianza di epigrammi di Ticida, mwegCalvo, mwewValerio Catone, che li utilizzarono tutti non solo come espressione fulminea e intensa di sentimenti, ma anche come pungente attacco ai politici dell'epoca.
In età imperiale, sono pervenuti circa settanta epigrammi di tipo filosofico-autobiografico attribuiti (con molti dubbi) a mwfqSeneca, anche se l'autore latino meglio noto e valente risulta soprattutto mwfgMarziale che, con tono arguto, pungente e veloce utilizzò, come Catullo, il metro distico o l'mwfwendecasillabo faleciocite-ref-8[8].
In questo periodo, comunque, l'epigramma greco, pur non conoscendo soluzioni di continuità, ebbe un regresso di ispirazione: la fioritura tardorepubblicana e giulio-claudia dell'epigramma è testimoniata da una corrente che si potrebbe definire "retorica", con retori-poeti greci operanti a Roma, spesso alla corte dei mwhqGiulio-Claudi, come mwhgCrinagora, mwhwMarco Argentario, mwiaFilippo di Tessalonica, mwiqAntifilo di Bisanziocite-ref-9[9].
In seguito, gli epigrammisti furono anche antologisti: ad esempio, mwjwStratone di Sardi, in età adrianea, compose epigrammi e una raccolta tematica, la mwkaMusa Puerilis (mwkqΜοῦσα Παιδική), di contenuto pederotico, o ancora, sempre tematicamente organizzata, ma anche per metri, fu la mwkgPammetros (mwkwΠάμμετρος) di mwlaDiogene Laerzio, del III secolo, da cui lo stesso autore incluse epigrammi funebri per i filosofi nelle sue mwlqVite. Infine, il mwlgCiclo di nuovi Epigrammi (mwlwΚύκλος τῶν νέων ἐπιγραμμάτων), di mwmaAgatia, in età giustinianeacite-ref-10[10], che preserva gli epigrammisti del secolo precedente e contemporanei all'autore, tra i quali spicca mwnqPaolo Silenziario, con cui l'epigramma entra nel Medioevo.

Epigramma moderno e contemporaneo

Gli antichi epigrammisti vennero imitati nel mwoaQuattrocento da mwoqAngelo Poliziano e dal mwogSannazaro e nel mwowCinquecento dall'mwpaAlamanni, che nei suoi mwpqEpigrammi riproduce il distico elegiaco con una coppia di endecasillabi a rima baciata o a rima zerocite-ref-11[11].

Dal mwsqSeicento si distinsero, per i loro epigrammi, a carattere satirico e politico, soprattutto i francesi del "secolo d'oro" e del primo mwsgIlluminismo, quali mwswBoileau, mwtaRacine, mwtqVoltaire e mwtgJean-Baptiste Rousseaucite-ref-12[12].
Un celebre poeta statunitense vissuto tra il 1868 e il 1950, mwvaEdgar Lee Masters, è l'autore dell'mwvqAntologia di Spoon River, che racchiude centinaia di epigrammi, i quali raccontano la vita degli abitanti dei paesini di Lewistown e Petersburg, vicino a mwvgSpringfield nell'mwvwIllinois. Gli epigrammi da lui composti narrano la vita di persone comuni, come quelli di mwwaPosidippo di Pella: da essi possiamo ricavare le caratteristiche delle persone descritte e capire il loro modo di viverecite-ref-13[13].
In epoca contemporanea usano l'epigramma mwxgPier Paolo Pasolini in mwxwUmiliato e offeso, composto di un distico a rima baciata simile all'mwyaalessandrino, mwyqFortini in "L'ospite ingrato", e in mwygmwywCarlo Bo./No, dove mwzaCarlo Bo è il titolo e il monosillabo "no" costituisce il testo: è la più breve poesia mwzqitaliana che sia stata concepita fino a ora. Titolo e testo formano inoltre una mwzgrima tronca, di un carattere comico che s'addice perfettamente alla struttura e al genere epigrammatico. Un altro epigramma contemporaneo è quello di mwzwEnnio Flaiano: "mw0aElémire Zolla/preferisco la folla". Questi esempi di Fortini e di Flaiano mostrano che l'epigramma è spesso utilizzato come formulazione icastica di un'opinione critica e, oggi, quasi sempre sostituito dall'aforisma.

Note

cite-note-kg-11. mw1wThe New Posidippus: A Hellenistic Poetry Book, Kathryn J. Gutzwiller, Oxford University Press, 2005, σελ. 7, ISBN 0199267812, 9780199267811.
cite-note-22. Per noi testimoniata dal mw3aP.Oxy 662.
cite-note-33. Un ottimo mw4aexcursus è quello di G. Tarditi, mw4qEpigrammatici (Poeti), in mw4gDizionario degli scrittori greci e latini, diretto da F. Della Corte, Milano 1987, vol. II, pp. 797-820.
cite-note-44. Nella pseudo-erodotea mw5gVita Homeri si ritrovano 17 componimenti del genere, chiaramente pseudepigrafi, compresi tra due e 23 versi.
cite-note-55. Sui cosiddetti epigrammi simonidei, cfr. J. H. Molyneux, mw6gSimonides. A historical study, London 1992, pp. 81-96 e 147-211.
cite-note-66. Nella vasta letteratura sull'epigramma ellenistico, cfr. almeno P. Bing, J. S. Bruss, mw7gBrill's companion to Hellenistic epigram, Leiden, Brill, 2007.
cite-note-77. Sulle scuole epigrammatiche, cfr. E. Degani, mw8gL'epigramma, in mw8wLo spazio letterario della Grecia antica, a cura di G. Cambiano, L. Canfora, D. Lanza, I/2, Roma, Salerno Editrice, 1993, pp. 205-228.
cite-note-88. Cfr. lo studio dei modelli di Marziale nel classico O. Autore, mw9wMarziale e l'epigramma greco, Palermo 1937.
cite-note-99. Cfr. E. Degani, mw-wL'epigramma, in mw-aLo spazio letterario della Grecia antica, a cura di G. Cambiano, L. Canfora, D. Lanza, I/2, Roma, Salerno Editrice, 1993, pp. 228-231.
cite-note-1010. Cfr. E. Degani, mwaqaL'epigramma, in mwaqeLo spazio letterario della Grecia antica, a cura di G. Cambiano, L. Canfora, D. Lanza, I/2, Roma, Salerno Editrice, 1993, p. 233.
cite-note-1111. Sull'epigramma italiano fino all'Ottocento, cfr. J. Hutton, mwaquThe Greek Anthology in Italy to the year 1800, New York 1935.
cite-note-1212. Sull'epigramma in Francia in età moderna, cfr. J. Hutton, mwaqkThe Greek Anthology in France and in the Latin writers of the Netherlands to the year 1800, New York 1946.
cite-note-1313. Cfr. O. Murphy, mwaq0The Dialogical Voices of Edgar Lee Masters' Spoon River Anthology, in "Studies in the Humanities", n. 15 (1988), pp. 13-32.

Voci correlate

• mwareCallimaco
• mwarmTeocrito
• mwarkNosside
• mwar8Posidippo
• mwaseEdilo
• mwasmAminte
• mwatcNicarco II

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Collegamenti esterni

• citereftreccani-itepigramma, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefbritannica-com(EN) epigram, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefjewish-encyclopedia(EN) Epigramma, in Jewish Encyclopedia, Funk and Wagnalls.